28 Aprile 2019 Gv20,19-31.. "beati coloro che pur non avendo visto crederanno"..(31)

28 Aprile 2019 2DOM PASQUA: Gv20,19-31.."beati coloro che pur non avendo visto crederanno"..(31) Chi può violare il muro delle nostre chiusure alla vita, e quindi al Signore della vita? Il Dio dalla vita spezzata si mostra a noi peccatori con i segni della pace e della... ...


Domenica 21 Aprile 2019 PASQUA

Gv20,1-9..."non avevano ancora compreso la Scrittura, che doveva risorgere dai morti.."(9) La risurrezione di Gesù non è un'uscita clamorosa dalla nostra storia. Anzi, mette in giuoco senza mezzi termini la nostra voglia di cercare Dio in Gesù.E, che Lui non sia uscito, lo... ...


Ordine Francescano Secolare è il nome nuovo di quello che all’inizio, ma anche tuttora, veniva e viene chiamato Terz’Ordine Francescano.
S. Francesco, infatti fondò il primo Ordine, quello dei Frati, originato dal primo gruppo di coloro che furono suoi amici e compagni, agli inizi della sua straordinaria avventura. L’Ordine dei Frati Minori conobbe subito una straordinaria espansione numerica e una notevole diffusione geografica, contando, già dopo pochi anni dalla fondazione, cinquemila aderenti. Il numero crebbe sempre più; con il numero crebbero anche i problemi. Per farla breve, oggi, il Primo Ordine è composto da tre famiglie: i Frati Minori (detti "osservanti", OFM), i Frati Minori Conventuali (OFM Conv.) e i Frati Minori Cappuccini (OFM Capp.).

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Insieme a s. Chiara, Francesco diede vita al Secondo Ordine, il ramo femminile del francescanesimo, quello delle Sorelle Povere, che ebbero la loro prima sede in quel luogo benedetto che è il monastero di S. Damiano (da cui il nome primitivo di Sorelle Povere di S. Damiano), più note come Clarisse. La loro forma di vita è tutt’ora quella monastica claustrale, poiché a quei tempi questa era l’unica forma di consacrazione possibile per le donne: le suore così come noi le conosciamo hanno avuto origine nel XIX secolo.
Dunque, nacquero un Primo e un Secondo Ordine, per coloro che, desiderosi di slanciarsi nella corsa verso il Signore Gesù (Fil. 3, 14), vollero condividere l’ideale di Francesco e Chiara. Ci furono però anche tanti altri che, pur non potendo entrare in convento o in monastero e indossare un saio, desideravano essere associati a quella famiglia francescana che diventava sempre più grande. Si trattava di sposi o di persone necessitate a rimanere "nel mondo", ma attratte dall’ardore, dalla passione bruciante ed esaltante che traspariva dal volto di Francesco e dei suoi frati o che, silenziosamente e nascostamente, si diffondeva dalle mura di S. Damiano.
Francesco, verso i suoi ultimi anni, compose uno scritto, denominato "Lettera a tutti i fedeli"; ne esistono due recensioni, entrambe riportate nel testo delle Fonti Francescane (libro che raccoglie gli scritti di Francesco e Chiara e le loro prime biografie). Contiene passaggi davvero sublimi, dai quali risulta evidente l’esperienza intensa vissuta da Francesco. Era il suo invito a seguire, con lui, Gesù sulla via della penitenza (=conversione). Il titolo con cui la lettera fu diffusa, al tempo, infatti era: Lettera ai fratelli e alle sorelle della penitenza: "Poiché sono servo di tutti, sono tenuto a servire a tutti e ad amministrare a tutti le fragranti parole del mio Signore. Per cui, considerando che non posso visitare i singoli a causa della malattia e debolezza del mio corpo, ho proposto con la presente lettera e con questo messaggio, di riferire a voi le parole del Signore nostro Gesù Cristo, che è il Verbo del Padre, e le parole dello Spirito Santo, che sono spirito e vita (Gv 6,63)".
Le "parole del Signore nostro Gesù Cristo e dello Spirito santo" che Francesco trasmetteva erano, anzi, sono, tutte un invito a mettersi al seguito del Signore Gesù, con indicazioni particolari su alcuni aspetti della vita cristiana. Era la prima "regola" che, anche se formulata in maniera per nulla affatto giuridica ma, in compenso, molto evangelica, offriva indicazioni per una vita secondo lo stile "francescano", pur rimanendo nel proprio stato di vita (sposi, sacerdoti diocesani, autorità); con essa Francesco dava vita, di fatto, al Terz’Ordine, quello per i laici e anche per i chierici (vescovi, sacerdoti, diaconi) secolari, cioè non inseriti in qualche ordine religioso ma a servizio delle diocesi.
Se si legge la Lettera di Francesco, si può constatare come le indicazioni che egli offre non siano altro che un invito a vivere il vangelo, in altre parole, a prendere sul serio il proprio battesimo e ad assumersi, di conseguenza, un più serio impegno di vita cristiana. Appartenere al Terz’Ordine (da qui il nome di Terziari Francescani), o Ordine Francescano Secolare, non significa nient’altro che ricevere il dono di uno stimolo e un aiuto "in più" a realizzare il proprio essere cristiani. È una grazia dello Spirito santo, uno dei tanti segni della sua fantasia e della ricchezza delle sue manifestazioni, come lo sono tante altre esperienze, alcune delle quali presenti anche nella nostra Parrocchia (Comunità neocatecumenali, Azione Cattolica, altri gruppi di preghiera, ecc.).
Si è professionisti, operai, agricoltori e, prima ancora, sposi, genitori, chierici? L’appartenenza all’OFS e, attraverso esso, alla grande Famiglia francescana è grazia dello Spirito per una maggiore capacità di testimonianza, di impegno, di donazione. Non si tratta di compiere cose straordinarie, ma di realizzare quello che comunque si è chiamati a fare, in quanto battezzati e cresimati. Non ci sono "voti" del tipo di quelli emessi dai frati o dalle monache, non particolari "cose in più" da compiere; c’è, "semplicemente" da cercare di vivere "secondo la forma del Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo": ciò a cui ogni credente è chiamato.
Non si tratta di un’associazione: l’OFS è un vero e proprio Ordine, con la sua Regola e le sue Costituzioni. Anche la Regola, però, altro non è che un continuo rimando al Vangelo e all’impegno apostolico a cui ogni battezzato è chiamato.