Domenica 16 Giugno DIO E' TRINITA' Gv 16,12-15

Noi cristiani crediamo in Dio Trinità: il Padre che ha creato l'universo; il Figlio che è venuto a farsi uno di noi; lo Spirito che porta a compimento il suo progetto di amore.
Nell'Antico Testamento la rivelazione di Dio Uno ha aiutato gli uomini a trovare la propria unità, allontanandosi dalla dispersione idolatrica politeista.
Nel Nuovo Testamento si è scoperto come l'unità di Dio fosse realtà dinamica, perché mossa dall'amore, che porta alla comunione, e non alla solitudine. E noi ne siamo un riflesso.... Perché si sa, che ogni idea di Dio ha una ricaduta immediata sulla nostra identità. Così in noi deve essere riconoscibile il volto del Padre, del Figlio, dello Spirito di Dio.

fra Carlo


LA POTENZA VITALE DELLO SPIRITO:Gv20,19-23 Domenica 19 Giugno

Domenica 9 Giugno 2019


LA POTENZA VITALE DELLO SPIRITO:Gv20,19-23
"....Ricevete lo Spirito Santo.."(22)

Il dono per eccellenza del Risorto è lo Spirito, che è avvenuto, quando Gesù sulla croce ha donato a tutti la propria vita.
Luca l'ha fatto coincidere con la festa di Pentecoste, per dire a Israele che l'antico dono della legge è divenuta la nuova legge ,scritta nei cuori.
Siamo fatti da sempre dal soffio di Dio. Abbiamo ricevuto vita, insieme al creato, dallo Spirito. E quante volte ci ha fatto rinascere, specie quando abbiamo detto sconsolati: come è possibile uscire da questa situazione?
Lo Spirito è in noi con la parola di Gesù. A noi spetta dar voce.
Lo Spirito ci apre ad un rapporto sempre più filiale con Dio, percepito come Padre, e non con timore e tremore.
Gettiamo lontano da noi ogni chiusura, per entrare nel vortice della vita nuova.


ASCENSIONE DEL SIGNORE: Lc24,46-53

"...Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati....Di questo voi siete testimoni..."(47-48).
Gesù , entrando nella gloria del Padre, ci affida 3 compiti:
1.Attenzione massima alla sua Parola, per poter capire il senso della sua vita, la sua volontà, la strada da percorrere.
2.Missione, per annunciare Cristo secondo le sue linee guida: a tutti/invito alla conversione/perdono//amore illimitato/testimonianza, perchè quanto è accaduto nella vita di Gesù sia un germe fecondo anche in e fra noi.
3.Preghiera, certo in quanto testimonianza di fede e della nostra povertà ad affrontare le prove della vita...ma anche come testimonianza della grandezza dell'amore di Dio.
Inoltre la preghiera deve essere la pre-condizione per l'autenticità di ogni nostro servizio.


Domenica 26 Maggio "se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.." Gv14,23-29 (24)

Chi è il cristiano? La condizione essenziale per esserlo è amare Cristo. Non amare in modo generico Dio, o essere devotissimi alla Madonna, e basta.
Amare Cristo, cioè obbedire alla sua parola.
Amare Cristo, perché abbiamo percepito di essere stati amati da Lui nei frangenti della vita, e prima di ogni cosa. Amore che si è solidificato dall'incontro con la sua parola. Messa alla prova tra mille e più suggestioni quotidiane, ci ha fatto bere vino da vertigini, ma sempre ci ha aperto la strada della vita.
Solo l'amore di Dio ha il soffio dello Spirito. E te ne accorgi quando non vivi alla luce del vangelo. Infatti manifesti un dio che mostra i denti e non il sorriso.

fra Carlo


Domenica 19 Maggio: 5 Domenica di PASQUA. IL COMANDAMENTO DELL'AMORE FRATERNO Gv 13 (31-35)

"vi do un comandamento nuovo: come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri"(34).

S. Francesco lo sapeva bene: un conto è lo spirito del Signore, un conto è lo spirito del cavaliere! Infatti Gesù non ha cercato la gloria degli uomini, ma, obbedendo a Dio, si è consegnato agli uomini, offrendo a tutti vita e salvezza.
Durante quella drammatica ultima cena ci ha indicato come realizzarci in pienezza: vi dono il comandamento nuovo.
Comandamento che è un dono, una grazia, non un'imposizione.
Nuovo come lo è ogni volta l'amore, anche se qui la novità dirompente è che viene da Dio.
Comandamento nuovo perché Gesù ne è la misura.
Comandamento nuovo, perché amare i nemici non è nell'ordine dell'ovvio.
Comandamento nuovo, perché amando gli ultimi li fai uscire dall'emarginazione.
Comandamento nuovo, perché gratuito e immotivato. Non si può in nessun modo meritare.
Comandamento nuovo, perché mira a costruire l'unica società alternativa alle vecchie società di questo mondo, basate su altri valori o disvalori.
Comandamento nuovo, perché ci offre una missione da compiere.
Comandamento nuovo, perché chi non ama è un morto-vivente.
Comandamento nuovo, perché l'amore vicendevole ti fa uscire dal tuo io, e ti mette in moto verso l'altro.
Comandamento nuovo, perché, prima di amare i fratelli, devi accogliere l'amore di Dio.
Comandamento nuovo, perché lo stile di Gesù ci spinge a costruire la fraternità universale.
Comandamento nuovo, perché non vuole essere esemplare, ma concreto: come Gesù.
Comandamento nuovo, perché la novità è già anticipata: l'esperienza dell'amore di Dio di nuove possibilità di fraternità e solidarietà..

fra Carlo


Domenica 19 Maggio: 5 Domenica di PASQUA. IL COMANDAMENTO DELL'AMORE FRATERNO Gv 13 (31-35)

"vi do un comandamento nuovo: come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri"(34).

S. Francesco lo sapeva bene: un conto è lo spirito del Signore, un conto è lo spirito del cavaliere! Infatti Gesù non ha cercato la gloria degli uomini, ma, obbedendo a Dio, si è consegnato agli uomini, offrendo a tutti vita e salvezza.
Durante quella drammatica ultima cena ci ha indicato come realizzarci in pienezza: vi dono il comandamento nuovo.
Comandamento che è un dono, una grazia, non un'imposizione.
Nuovo come lo è ogni volta l'amore, anche se qui la novità dirompente è che viene da Dio.
Comandamento nuovo perché Gesù ne è la misura.
Comandamento nuovo, perché amare i nemici non è nell'ordine dell'ovvio.
Comandamento nuovo, perché amando gli ultimi li fai uscire dall'emarginazione.
Comandamento nuovo, perché gratuito e immotivato. Non si può in nessun modo meritare.
Comandamento nuovo, perché mira a costruire l'unica società alternativa alle vecchie società di questo mondo, basate su altri valori o disvalori.
Comandamento nuovo, perché ci offre una missione da compiere.
Comandamento nuovo, perché chi non ama è un morto-vivente.
Comandamento nuovo, perché l'amore vicendevole ti fa uscire dal tuo io, e ti mette in moto verso l'altro.
Comandamento nuovo, perché, prima di amare i fratelli, devi accogliere l'amore di Dio.
Comandamento nuovo, perché lo stile di Gesù ci spinge a costruire la fraternità universale.
Comandamento nuovo, perché non vuole essere esemplare, ma concreto: come Gesù.
Comandamento nuovo, perché la novità è già anticipata: l'esperienza dell'amore di Dio di nuove possibilità di fraternità e solidarietà..

fra Carlo


Domenica 12 Maggio 2019 GESU’ IL VERO PASTORE Gv10,27-30

Domenica 12 Maggio 2019
4DOM PASQUA

GESU’ IL VERO PASTORE Gv10,27-30
..."Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute"...(29).

Gesù si presenta all'umanità come l'Uomo Forte, che ci difende in modo definitivo dal male e ci salva. Dunque la nostra salvezza è garantita da Lui, e non dalle nostre bune azioni, o per la nostra fedeltà. Effetto Pasqua: associati alla sua risurrezione! Effetto Pasqua, che va comunicato con urgenza ad ogni creatura!
Quando il vangelo usa un linguaggio ,che ci ricorda il feudalesimo, pastori e pecore, si è portati ad immaginare i credenti suddivisi in due classi, maggiori e minori. Eh, no! L'unico pastore è Cristo, in quanto ha dato la vita a tutti. E i suoi sono coloro che lo ascoltano-hanno la vita eterna per grazia-lo seguono-danno come Lui la vita-che non perderanno mai.
Questo statuto del credente, formulato da Giovanni, supera ogni muro religioso ed ecclesiale.
D'altra parte Francesco D'Assisi non ha aspettato l'approvazione della chiesa per vivere il vangelo.
Ma questa sollecitudine di Dio per ogni creatura che cosa ci dice? Come la missio di Gesù non era ristretta al solo Israele, così la nostra appartenenza alla chiesa dev'essere senza muri, in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà, specialmente con gli ultimi. Saranno proprio loro a darci l'imprimatur di discepoli del Signore.


5 Maggio 2019 3DOM PASQUA: (Gv 21,1-19) DA GESU’ ALLA CHIESA

Giovanni pone alla chiesa di ogni tempo la domanda delle domande: come essere una chiesa di risorti?
Nell'ultima apparizione del Risorto c'è come il passaggio da Gesù alla chiesa. E se essa è una presenza allusiva nell'arco di tutto il Vangelo, ora diventa una realtà nascente..
C'è chi vorrebbe ritornare con nostalgia al Gesù storico. Ma è proprio Lui a non permetterlo. Si va avanti. Il Risorto ci ha messo tra le mani la propria vita; ci ha affidato la missio di liberare l'umanità da tutte le sue schiavitù. E in questo suo cammino ha voluto che Pietro e i suoi successori ne fossero i garanti. Non per esercitare un potere personale su noi; né per costituire una casta privilegiata di fedeli.
Tra Gesù e la chiesa non c'è frattura, ma continuità. Ciò che è avvenuto al tempo del Gesù storico, ora si attua con il Risorto: dai banchetti conviviali al banchetto eucaristico. Il minimo comun denominatore è la sua dedizione verso tutti.
Quello che è iniziato sulle rive del Giordano con alcuni, ora è per tutti coloro che per fede, sulla sua parola, gettano le reti del servizio,...e scoprono con stupore che la parola si realizza.

fra Carlo


28 Aprile 2019 Gv20,19-31.. "beati coloro che pur non avendo visto crederanno"..(31)

28 Aprile 2019 2DOM PASQUA: Gv20,19-31..
"beati coloro che pur non avendo visto crederanno"..(31)







Chi può violare il muro delle nostre chiusure alla vita, e quindi al Signore della vita? Il Dio dalla vita spezzata si mostra a noi peccatori con i segni della pace e della riconciliazione. Il suo perdono è così sovrabbondante da diventare annuncio di Buona Notizia verso tutti.
E la storia della salvezza continua a diffondersi per le strade del mondo anche grazie al mandato, che le chiese hanno ricevuto.
Ma c'è sempre in noi il Tommaso del dubbio: come da una vita spezzata può sorgere il sole?
La sua fede non può che essere dubitante. Non è ecclesiale. Ma Gesù non la ritiene né scandalosa, né illegittima. Infatti soddisfa le sue pretese. E gli risponde secondo lo stile tipico di Giovanni: guarda le mie ferite, che sono il segno di un amore senza fine. Come dire: è il Crocifisso che è risorto!

fra Carlo


Domenica 21 Aprile 2019 PASQUA

Gv20,1-9..."non avevano ancora compreso la Scrittura, che doveva risorgere dai morti.."(9)



La risurrezione di Gesù non è un'uscita clamorosa dalla nostra storia. Anzi, mette in giuoco senza mezzi termini la nostra voglia di cercare Dio in Gesù.
E, che Lui non sia uscito, lo dimostra il fatto che nessun autore del NT possa parlare di risurrezione senza connetterla con la sua crocifissione. Senza la croce la risurrezione sarebbe sì un trionfo, ma di un Dio che si è estraniato dalla nostra umanità. Dunque Dio è sempre il Dio con noi, il Signore dell'alleanza.
La ricerca, il correre attorno la tomba aperta e vuota, attiva la voglia di vederlo, di percepirlo vivo. A nessuno di noi verrebbe in mente di fare lutto. E la nostra fede ,pur incerta e fragile, si attacca a ogni possibile appiglio per darsi fondamento credibile.
Sarebbe opportuno attenersi alla precisa indicazione di Giovanni: se vuoi completare il tuo percorso di fede in modo coerente con la storia di Gesù, non puoi che passare attraverso la Parola e la testimonianza apostolica.
Purtroppo oggi da qualche parte alcuni credenti si vorrebbe fare marcia in dietro: dalla testimonianza alla visione. Piuttosto andrebbero accolti gli effetti della risurrezione: gioia, pace, perdono, Spirito...E la storia di Gesù va assolutamente rispettata.
Sappiamo come nella storia della chiesa l'attenzione alla Scrittura sia stato un avvicinamento sofferto. A 60 anni dal Concilio è necessario che noi credenti, francescani compresi, ci diamo una sonora svegliata.


Domenica 14 Aprile 2019. Domenica delle Palme

Domenica 14 Aprile 2019
Domenica delle Palme


"...ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi.."(22,15)
"...fate questo in memoria di me.."(22,19) Lc 22, 14 - 23, 56


Ogni volta che celebriamo il Vangelo della Passione ci troviamo a fare i conti con l'enigma della sua morte violenta: perché ?Le risposte devozionali non sono più credibili....Lo ha voluto il Padre per perdonare i nostri peccati. E' stata colpa di quei perfidi dei giudei. Da quali schiavitù ci ha liberato consegnandosi ai suoi carnefici?
Per il sistema mondo, operante sotto ogni cielo, Gesù è una luce troppo intensa, che penetra le nostre tenebre, e fa cadere le nostre maschere. E noi...noi reagiamo!
In particolare: ha mostrato un nuovo volto di Dio, che salva e non condanna; ha mostrato un nuovo volto di uomo, dove grande è chi serve; ha proposto un nuovo modo di credere in spirito e verità; ha proposto una nuova società, dove il primo è l'ultimo...
Gesù non ha voluto la morte. Ma non poteva rinunziare al bene e alla mediocrità delle leggi umane. E continua a farsi un pane spezzato per tutti.
La sua Passione svela le nostre contraddizioni e le nostre menzogne. Ma ci espone alla luce dell'amore crocifisso, che ci consente di fare Pasqua insieme anche questo anno.


7 Aprile 2019 Parole di Frate DIO PERDONA TUTTI SEMPRE

7 Aprile 2019
5DOMQ



DIO PERDONA TUTTI SEMPRE Gv8,1-11


"IO NON TI CONDANNO. VA E NON PECCARE PIU' ‘’(11)


Queste parole di Gesù hanno messo in imbarazzo le prassi penitenziali delle chiese...ed anche dei benpensanti. E non vale ridurre lo scandalo della misericordia di Dio, ipotizzando che la persona peccatrice si sia un attimo prima convertita!
A volte facciamo pagare un prezzo altissimo a chi sbaglia. Siamo veramente bravi a togliere dignità alle persone fragili, e nel contempo a predicare una più alta qualità di vita.
Ma quello che è veramente paradossale, non è che il colpevole venga isolato,.. è che lo sia anche chi lo perdona.
Così il campo della vita risulta occupato dal giuoco delle reciproche accuse.
Meno male che Gesù ci apre a vita nuova. La sua persona ci libera dalla condanna. Mette fine al peccato usando misericordia. La sua presenza di risorto, che è passato attraverso la morte per usarci misericordia, ci risveglia a vita nuova. E qualifica la nostra vita.


Parole di Frate 31 Marzo 2019 IL PADRE E I DUE FIGLI Lc15,1-32

31 Marzo 2019
4° D Quaresima


IL PADRE E I DUE FIGLI Lc15,1-32...
IL PECCATO E LA GIUSTIZIA

.
."bisognava rallegrarsi e far festa, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita..."(32).

La vera natura del peccato si evince dalla rivelazione dell'amore del padre e del suo perdono (che ci ama per sempre-ci accoglie-non ci fa pagare nulla )...e dall'atteggiamento del figlio(che ritiene oppressiva la presenza del padre-ne valuta il suo perdono come il prolungamento di un debito). Dunque il peccato=incomprensione dell'amore del Padre quale via di conversione per noi. Il peccato=autosufficienza da Dio e dai fratelli.
Domanda: ma fino a quando Dio sarà "amico dei pubblicani e dei peccatori"?
In genere noi pensiamo fino alla fine della nostra vita. Poi ci sarà il giudizio, l'ira di Dio verso i peccatori. E saranno guai per chi non si è convertito. Come dire: il Gesù storico si è comportato in modo conviviale con i peccatori, spezzando insieme il pane. Ma dopo ci nega la comunione con Lui. Perché un cambio di rotta tanto immotivato? Forse perché sono gli stessi peccatori a condannarsi. No. Non regge. L'incontro finale con il Signore sarà sempre nello stile della Buona Notizia: ci illuminerà amandoci ancora fino a convincerci di conversione. Dio non vorrà perdere nessuno, perché questo è stato il significato del sacrificio di suo Figlio. Non è onnipotente l'amore di Dio?


Domenica 24 Marzo. 3 Domenica di Quaresima

Domenica 24 Marzo 2019

Se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo. Lc 13,1-9

Tra Dio e il male non c’è nessun rapporto. Per cui Dio non permette il male in vista di un bene più grande, ma ogni cosa che accade, soprattutto se tragica, anche se non mi riguarda… mi è stimolo di conversione perché la mia vita è fragile.


17 Marzo 2019 2DOMENICA di QUARESIMA

Lc 9,28-36:IL VANGELO DELLA TRASFIGURAZIONE :...
"videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui"(32).


Le letture del tempo quaresimale ci mettono a contatto con il nostro destino di discepoli del Signore. Questo brano vuole essere una risposta all'incomprensione dei discepoli di ogni tempo al mistero della via crucis del Maestro ,e di conseguenza della nostra:"....ma al terzo giorno risorgerà.."(29).
La scena della trasfigurazione avviene in un clima intenso di preghiera. Non si può entrare nei massimi sistemi, ne tanto meno a contatto con il mistero di Dio a sangue freddo. Ci occorre il filtro della preghiera e della Scrittura. Prendiamo come fa Luca Mosè e Elia. Entrambi sono segnati da un destino decisamente avverso. Però si fidano di Dio. E accettano di camminare. Il primo, come è noto ,guida un popolo di schiavi alla libertà, e alla terra promessa. Basterà? Il secondo, come ogni vero profeta, fugge attraverso un deserto inospitale dalla corruzione degli idoli. Ma è solo attraverso la croce che Gesù ci ha acquistato a caro prezzo la libertà eterna di figli.
Se continuo a fidarmi di te , Signore, camminerò sempre per i sentieri della vita in modo più umano, aperto alla speranza.


10 Marzo 2019 1DOM. QUARESIMA Lc4,1-4

Lo Spirito guida Gesù nella prova della tentazione(1)
Dobbiamo sempre leggere ogni brano del Vangelo alla luce della Pasqua per non perdere la speranza.
Quando stiamo affrontando le prove della vita, ricordiamoci di fare memoria di quanto ha fatto il Signore per noi. Lui sempre ci precede (Deut26,4-10). Facciamo nostra la professione di fede di Jsraele, che non è altro che il racconto della nostra vita alla luce della Parola. Sei stato fedele con me. Mi hai dato vita e vita nuova più volte. Mi hai guidato nel deserto della vita con mano sicura, anche quando molti eventi mi hanno destrutturato. Ho incontrato il male. Me ne sono contaminato, tanto da ritenermi giusto. Questa è stata la grande tentazione del cuore! Infatti ho avanzato pretese verso Te e verso i fratelli. Se tu non mi avessi gratuitamente salvato, sarei naufragato sotto il peso della mia giustizia.
Ritroviamo nel racconto della tentazione di Gesù l'episodio di Francesco tra i lebbrosi. Ne è la libera applicazione, abbozzata tra le pieghe del Testamento: volevo farmi gran signore..e invece lo Spirito mi spinge tra i lebbrosi. Presso di loro ho tirato fuori un cuore più umano, trasformato da sentimenti di misericordia. Non mi sono ritenuto un giusto. Sono uscito dalla logica mondana. Incomincio ad essere un fratello. E a partire di qui nascerà la fraternità francescana.


Domenica 03 Marzo 2019 GESU',UN MAESTRO SINGOLARE (Lc6,39-45)

Può forse un cieco guidare un altro cieco?(39)
C'è stato un tempo quando si diceva: non ci sono più maestri! Poi qualcuno ha detto saggiamente: cerchiamo i testimoni! In effetti pensare di guidare il prossimo, soprattutto se non richiesti, a furia di consigli e altro...Vediamo piuttosto di camminare per la strada della vita con maggiore coerenza.
Questo vale anche per la chiesa ministeriale. Prima di catechizzare i credenti, i sacerdoti non si sentano i padroni del vapore, i proprietari delle anime. Tutti dobbiamo seguire Cristo da discepoli, Lui che è l'unico e vero maestro.
Molti al suo tempo insegnavano la via di Dio, ma Gesù è diverso da tutti. Insegna ovunque. A tutti. Soprattutto agli ultimi. Non esige compenso. E' libero nell'interpretare la legge di Israele. Anzi invita i discepoli a seguirlo. Perché la legge è la sua persona, la sua vita.
E' guida autorevole, chi mi porta all'incontro comunitario e personale con Cristo, senza indugiare su di sé.
Per sapere orientarsi correttamente nella vita è necessario sapere guardarsi dentro. Occorre fare un certo percorso: 1.accettarsi,sapendo distinguere la nostra persona dai nostri errori; 2. capacità di stabilire relazioni stabili di vicinanza affettiva, per essere in grado di lasciarsi amare e di amare; 3.sviluppare empatia, mettendoci nei panni degli altri; 4. realisti orientati al positivo, per cui il nostro bicchiere è mezzo pieno.


Domenica 24 Febbraio 2019 "...AMATE I VOSTRI NEMICI::" (Lc6,28-38)

Il Vangelo ci fa scoprire, ogni volta che ci confrontiamo con la vita di Gesù, che lo possiamo seguire "solo da lontano”, come diceva il Celano ai i confratelli di Francesco.
Per ritenermi giusto davanti a Gesù, dovrei rispondere alla domanda del Vangelo: che cosa faccio di gratuito per il mio prossimo? E Lui mi dà la risposta esatta attraverso il dono della sua parola: Amate i nemici, che esclude in modo tassativo ogni mio tornaconto.
Chi ama così, ama spesso in perdita. E questo non ci va giù. Ma è l'amore dei figli di Dio.
Gesù parte da una evidenza: se Dio ti ama quando gli eravamo nemici (peccatori),...e ci ama senza misura, gratuitamente,...tu fa altrettanto con il prossimo.
Noi abbiamo un criterio convenzionale per dirci giusti: al Bene corrisponde il Bene. Ma chi ci fa il Male, va punito con un Male.
E tuttavia abbiamo fatto esperienza personale che Dio non ci ha mai condannato, ne, lo ha promesso, lo farà alla fine dei tempi. Anzi: ogni volta che faccio il Male, Lui non si riempie d'ira. Piuttosto si commuove, soffre, mi ridona vita.
Inoltre nel Vangelo vedo come Gesù sia sempre oltre la logica della reciprocità e dei diritti. Per questo raccomanda la preghiera assidua, che spenga i nostri desideri di rivalsa.
Il cristiano non è un soggetto passivo. Lotta duramente contro ogni ingiustizia senza tuttavia ricorrere alla vendetta-odio-violenza.
Proviamo ad applicare su noi la regola d'oro, quella del finto mendicante di francescana memoria: mettiamoci nei panni del prossimo.



17 Febbraio 2019 6° Domenica T.O. SU QUALI VALORI COSTRUIAMO LA NOSTRA VITA? (Lc 6,17.20-26)

Guardando le cose del mondo, da una parte ci sono i poveri, gli affamati, gli afflitti, i perseguitati....Dall'altra i ricchi, i sazi, i gaudenti, i vincenti, che in vario modo li stanno opprimendo.
Dio non vuole il mondo costruito secondo la logica dei ricchi. E infatti un giorno tutto questo sarà capovolto.
Però per i poveri e per i ricchi non è questione di tempo. E' adesso che bisogna scegliere da che parte stare: porre la nostra fiducia in Dio ,o nelle ricchezze.
Il suo Regno è in mezzo a noi. La sua porta è sempre aperta. Vi entriamo ,o chiudiamo Dio alle nostre spalle. Lui non è altrove. Non abita rinchiuso nei cieli.
Il suo Regno non è per la fine dei tempi. E' il Signore della storia. Abita vicino a noi.. e infatti si è schierato ,e continua a schierarsi dalla parte dei poveri e dei perseguitati. Tant'è vero che è perseguitato anche oggi
Noi francescani abbiamo sulla bocca "la povertà evangelica". Perché mai dovremmo farci poveri? Perché siamo eredi di Francesco ,il pauperista? Assolutamente no. La motivazione per Francesco come per noi è di tipo teologico: tutto ci è stato dato. Dunque non posso appropriarmi di nessun bene. Riconosco di non possedere nulla per me. Dio si è spogliato di tutto ,anche della sua vita, per farci ricchi di sé... E perché facessimo vivere il nostro prossimo della vita ricevuta.
Dunque vogliamo piazzarci tra l'uomo soddisfatto di sé (egoista-competitivo-violento-interessato-ricco),L'uomo beato(che si fa dono-gratuito-disponibile-disinteressato-servizievole-umile)?


Parole di Frate Domenica 10 Febbraio 2019 "Lasciarono tutto e lo seguirono"

Domenica 10 Febbraio 2019
5DOM T.O. = UN DIO AFFIDABILE (Lc5,1-11)

"Lasciarono tutto e lo seguirono"(11)


Ognuno di noi tende alla "soddisfazione" ,alla realizzazione di sé , per riuscire nella vita.
E, se siamo credenti, tiriamo in ballo Dio, cercando di piegarlo ai nostri progetti: Dacci il tuo benestare, che al resto ci penso io .
Ma Dio non ci tratta come lo consideriamo(un maggiordomo compiacente). Si è messo al nostro servizio da sempre in tutto e per tutto. Ci considera suoi figli, pari a sé . Tanto che sulla sua Parola possiamo orientare la vita. Ci include nel suo disegno di salvezza, di vita nuova, non come suoi galoppini, ma come suoi collaboratori, senza che ce lo siamo meritato, perché possiamo realizzarci in molto frutto.
Siamo in regime di gratuità. E così noi credenti, in particolare noi francescani dobbiamo vivere.
Una domanda: il nostro progetto iniziale è svanito come neve al sole? Dio non fa mai tabula rasa dei nostri sogni. Piuttosto li trasforma in qualcosa di bello-buono-giusto.
Ma dobbiamo accettare di riconoscerci piccoli, minimi, minori rispetto a Lui, per non rubargli gloria.