Domenica 25 Agosto 2019 21TO LA SALVEZZA,CHE DIO CI OFFRE,CI RIGUARDA? Lc13,22-30

"Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno"(24).
Ieri la salvezza delle anime era la preoccupazione massima della chiesa. E immergeva i credenti in una pastorale da timore e terrore.
Oggi, giustamente, prevale su ogni considerazione l'immagine salvifica di Cristo, che si è abbassato per noi per la porta stretta della croce.
Attenzione però a fare della salvezza un fatto scontato. E' Gesù stesso ad affermarlo, nel senso che l'appartenenza al Signore richiede impegno e tenacia. La vita non va sciupata a discapito degli ultimi. Ogni giorno, e non è retorica, bisogna decidersi per Cristo, che non è un et-et,ma un aut-aut.
Però la porta stretta non vuol dire che i salvati sono pochi. Questo, se permettete, spetta solo a Dio! E' fondamentale ribadirlo. Preti, frati e suore sono le guide spirituali del popolo cristiano. Ma non per questo devono ritenersi più vicino a Dio. Né la salvezza è più ardua per i lontani.
Né è impossibile per qualcuno, come in passato la chiesa ministeriale aveva stabilito. E speriamo di averci messo alle spalle questo passato!

fra Carlo


Domenica 18 Agosto 2019 20TO "PENSATE CHE SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA?"(52) Lc12,49-57

Gesù è venuto tra noi non solo ad annunciarci che Dio è vicino, ma a viverlo fino in fondo insieme a noi. Allora non possiamo guardare alla sua vita semplicemente con ammirazione. Dobbiamo diventare anche noi segno di contraddizione nel mondo. Non starcene neutrali rispetto chi non pensa ad altro che a vivere-dominare-possedere-godere alla faccia del prossimo e dei poveri.
Ma allora si crea un tensione profonda anche nel nostro cuore.
Benedette le parole di Gesù, perché, se non accogliamo il fuoco della sua passione, non possiamo vivere-portare fede-speranza-carità a questo mondo.
Oggi la nostra fede non aderisce più spontaneamente alle regole comuni del comportamento religioso. Non si può recitare a memoria la parte del tranquillo credente ortodosso, senza prendere posizione nel merito dei problemi, che si agitano dentro le nostre famiglie. Le parole di Gesù ci aiutano a fare discernimento, se abbiamo il coraggio di assumerle.

fra Carlo


Domenica 11 Agosto 2019 19 TO "BEATI QUEI SERVI CHE IL PADRONE AL SUO RITORNO TROVERA' ANCORA SVEGLI;IN VERITA' IO VI DICO LI FARA' METTERE A TAVOLA E PASSERA' A SERVIRLI."(37) Lc 12, 32-48

I credenti più solerti vivono in attesa della sua venuta. Ma la domanda vale per tutti i credenti: come essere vigilanti? Farci trovare in cammino: sobri, semplici, fiduciosi e operosi.
Però la Parola sempre ci sorprende: il Signore, quando ci viene incontro si stringerà le vesti ai fianchi. Non è un'esagerazione? Per nulla! Noi immaginiamo un Dio che ci dà un futuro , dove gioiremo nel servirlo. E invece non è venuto per farsi servire, ma per servire. La sua identità è nel farsi dono: ieri, oggi, sempre.
Dunque la BN è che a noi spetta riceverlo, più che servirlo!
E non viene alla fine della nostra vita a confondersi con un ladro a strapparcela. Per toglierci di dosso la morte, l'ultima nemica, ha dato la vita.
Piuttosto non sciupiamo in facezie il tempo che ci resta da vivere.

Fra Carlo


Domenica 4 agosto 2019 18TO LA PARABOLA DELL'UOMO RICCO E STOLTO Lc12,13-21

...."Arricchire davanti a Dio" ..(21)
In tempi passati questa parabola veniva interpretata in termini di giudizio: stolto chi vive come se il mondo fosse eterno. Oggi il nostro contesto è cambiato. La secolarizzazione si è mangiata un pezzo di futuro, per gettarci in un presente dai contorni incerti. Come vivere il Vangelo in un presente senza grandi ideali?
Le chiese hanno anche riflettuto sulla venuta di Gesù nel mondo. Egli non ne ha annunciato la fine, ma la presenza del suo Regno, a cui anche noi dobbiamo contribuire con uno stile di vita evangelico. Dobbiamo accogliere l'eredità di Gesù e testimoniarla. Dare consistenza alla vita, per uscire da atteggiamenti di vanità, fumosi.
Bisogna arricchirci per Dio: mettere la nostra vita in direzione di Dio. Agire secondo la sua logica. Qualche esempio? Non stare in ansia...Non tormentiamoci nel procurarci le cose necessarie...Preoccupiamoci piuttosto a collaborare per la crescita del Regno. Il resto non ci mancherà, perché abbiamo ereditato Cristo! Non dimentichiamoci dei poveri.

Fra Carlo


Domenica 28 Luglio 2019 PREGARE Lc11,38-42 17 TO

"Signore, insegnaci a pregare"(1)...."Quando pregate, dite...."(2).
Metterci davanti a Dio come figli con il proprio padre.
L'originalità del Dio di Gesù è che non ha niente a che vedere con un dio pagano, costruito dalle nostre mani, compiacente e garante dei nostri progetti. Infatti il dio che tendiamo a costruirci, dev'essere a noi sottomesso. Invece il Dio cristiano è più grande di noi.. E ci contesta, se è il caso. Comunque non ci lascia prigionieri delle nostre illusioni. Ci giudica. Ci costringe a superare i nostri desideri, e le idolatrie. Proprio per questo ci libera e ci salva. Il suo silenzio è il segno che ci ascolta profondamente. Infatti resiste alla morte(e non è metafora)ai tentativi di costringerlo entro i nostri progetti, anche se pensiamo di farli per la sua gloria.
La preghiera dev'essere uno spazio all'iniziativa divina.
L'azione di Dio è silenziosa. Non eccede in miracolismi per risolvere i problemi. Dio preferisce farsi presente nel quotidiano.
In sostanza la preghiera autentica è attesa fiduciosa povera e umile, perché non vuole conquistare Dio. Anzi chiede a Dio di rinnovarci. Per questo è coraggiosa.

Fra Carlo


Domenica 21 Luglio 2019 OSPITARE IL SIGNORE Lc10,38-42

Oggi, anche una parola ricca di umanità come "ospitare" rischia di essere sciolta nell'acida "non possiamo accoglierli tutti". Ma l'ospitalità non è il richiamo alla nostra condizione di pellegrini in questo mondo? Non ultimo ricorda la condizione del Figlio di Dio, entrato nel mondo dalla porta di servizio come un forestiero. E la sua gente non lo ha accolto.
Gesù continua a chiedere ospitalità nella nostra vita, per offrirci il dono della sua parola. Noi esitiamo ad aprirgli la porta, perchè abbiamo intuito che la sua parola è dinamite per la nostra vita. Nulla sarà come prima.
Maria ha accettato questa cosa: e sta come discepola ai piedi del Maestro. Marta vorrebbe riservargli degli spazi per sè. Anche lei ha capito ,che noi pensiamo di ospitare Dio nella nostra vita secondo i nostri propositi. Invece è Lui che ospita noi nella sua, dando tutto se stesso.

fra Carlo


Domenica 14 luglio 2019. 15 TO AMARE SENZA ESCLUSIONI....Lc1O,25-37

Israele nel tempo aveva elaborato una concezione restrittiva dell'Alleanza con il Signore, escludente chi non la osservava secondo le norme della legge. Ma sapeva anche che l'amore del prossimo proviene dall'amore universale di Dio verso tutti.
Così la domanda da porci non è...chi è il mio prossimo?...ma: mi sono fatto prossimo...?
Sventolare in aria il Vangelo e predicare un Dio che esclude, e non prova compassione per gli ultimi, è veramente una beffa atroce!
Però il Vangelo non sarebbe Vangelo, se non mettesse in crisi anche noi.
Quell'uomo ferito, e abbandonato sulla nostra strada, richiama da vicino il Cristo Crocifisso, che abbiamo abbandonato solo sulla croce. In quel tragico momento Lui si è fatto prossimo di tutti noi, E ci ha indicato la via.
La figura del Samaritano ci insegna ad amare il prossimo, coltivando l'umano che c'è in noi, senza tirare in ballo sistematicamente tutti i santi. Per amarci non occorre passare dalla sacrestia.

fra Carlo


Domenica 7 Luglio 2019 "il Signore designò altri 72 e li inviò..." Lc10,1-20 (1).

Noi cristiani dovremmo fare una scelta di campo: o annunciamo veramente il Vangelo secondo lo stile di Gesù, o Vangelo secondo noi. Ricordiamoci che l'annuncio è opera della comunità che ci ha mandato nel nome del Signore. E il nostro compito è quello di preparare le persone alla venuta del Signore. Non siamo noi con la nostra fede a liberare il prossimo dal peccato e dal male. Abbiamo presente tutto questo , quando educhiamo i nostri figli a pregare? La preghiera cristiana è opera dello Spirito.
L'annuncio è sempre Buona Notizia. O non è Vangelo. E dunque suscitatore di pace, accompagnata da gesti di carità.

Fra Carlo


Domenica 30 Giugno 2019 "...GESU' PRESE LA FERMA DECISIONE DI METTERSI IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME":::(51). Lc 9,51-62

Domenica 30 Giugno 2019

"...GESU' PRESE LA FERMA DECISIONE DI METTERSI IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME":::(51). Lc 9,51-62

Quando il Signore passa in mezzo alla nostra vita, siamo travolti dal suo fuoco di amore. Le nostre verità umane troppo umane, e le nostre sicurezze si sciolgono come neve al sole. Le resistenze che opponiamo sono più che ridicole. O si condivide la sua stessa sorte, che è quella di amare fino alla fine, o si trattiene l'esistenza tra le nostre mani fino a esaurirla. E non vale ripararci dietro la menzogna di non essere stati chiamati a scelte radicali, cioè da discepoli:" Sai, Signore, tengo famiglia...Non sono mica un monaco...Vorrei, ma non posso...Passa un'altra volta...Grazie, ma ti telefono quando sono libero..."L'annuncio di liberazione per la costruzione del regno è così potente, che manda a gambe all'aria la difesa dei nostri status. E ci fa capire che tutti siamo chiamati a vivere il Vangelo, a vivere Cristo, a uscire da noi stessi.
Gesù non si stupisce delle nostre esitazioni. E' stato sì o no rifiutato, perseguitato, umiliato, condannato, giustiziato dagli uomini ?Ma continua a bussare da noi , perché non accetta di essere relegato in fondo alla vita, che ci ha donato.

fra Carlo


SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO :Lc9,11b-17

"...Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e,levati gli occhi al cielo,li benedisse ,li spezzò e li diede ai discepoli perchè li distribuissero alla folla "...(16).
Perchè s.Francesco,quando delinea i tratti della vita evangelica,parte dall'eucaristia?Ogni episodio della vita di Gesù è eucaristico.Questa è la rilettura che Luca ci offre con la moltiplicazione dei pani.D'altra parte Gesù ci ha lasciato la sua presenza non attraverso una sua statua,una reliquia,una fotografia...ma in un pane spezzato e in un vino versato.E'questo il gesto riepilogativo della sua vita.Ci ha lasciato la sua Parola,ma come se non bastasse anche il suo corpo.
Lui ha spezzato la propria vita per tutti,per colmare la nostra fame e sete di vita.
L'eucaristia non è un rito che ti porta in cielo.E' un segno reale,tangibile di quella comunione,di cui godremo alla fine dei tempi.Ma già ora siamo incorporati in Cristo.

fra Carlo


Domenica 16 Giugno DIO E' TRINITA' Gv 16,12-15

Noi cristiani crediamo in Dio Trinità: il Padre che ha creato l'universo; il Figlio che è venuto a farsi uno di noi; lo Spirito che porta a compimento il suo progetto di amore.
Nell'Antico Testamento la rivelazione di Dio Uno ha aiutato gli uomini a trovare la propria unità, allontanandosi dalla dispersione idolatrica politeista.
Nel Nuovo Testamento si è scoperto come l'unità di Dio fosse realtà dinamica, perché mossa dall'amore, che porta alla comunione, e non alla solitudine. E noi ne siamo un riflesso.... Perché si sa, che ogni idea di Dio ha una ricaduta immediata sulla nostra identità. Così in noi deve essere riconoscibile il volto del Padre, del Figlio, dello Spirito di Dio.

fra Carlo


LA POTENZA VITALE DELLO SPIRITO:Gv20,19-23 Domenica 19 Giugno

Domenica 9 Giugno 2019


LA POTENZA VITALE DELLO SPIRITO:Gv20,19-23
"....Ricevete lo Spirito Santo.."(22)

Il dono per eccellenza del Risorto è lo Spirito, che è avvenuto, quando Gesù sulla croce ha donato a tutti la propria vita.
Luca l'ha fatto coincidere con la festa di Pentecoste, per dire a Israele che l'antico dono della legge è divenuta la nuova legge ,scritta nei cuori.
Siamo fatti da sempre dal soffio di Dio. Abbiamo ricevuto vita, insieme al creato, dallo Spirito. E quante volte ci ha fatto rinascere, specie quando abbiamo detto sconsolati: come è possibile uscire da questa situazione?
Lo Spirito è in noi con la parola di Gesù. A noi spetta dar voce.
Lo Spirito ci apre ad un rapporto sempre più filiale con Dio, percepito come Padre, e non con timore e tremore.
Gettiamo lontano da noi ogni chiusura, per entrare nel vortice della vita nuova.


ASCENSIONE DEL SIGNORE: Lc24,46-53

"...Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati....Di questo voi siete testimoni..."(47-48).
Gesù , entrando nella gloria del Padre, ci affida 3 compiti:
1.Attenzione massima alla sua Parola, per poter capire il senso della sua vita, la sua volontà, la strada da percorrere.
2.Missione, per annunciare Cristo secondo le sue linee guida: a tutti/invito alla conversione/perdono//amore illimitato/testimonianza, perchè quanto è accaduto nella vita di Gesù sia un germe fecondo anche in e fra noi.
3.Preghiera, certo in quanto testimonianza di fede e della nostra povertà ad affrontare le prove della vita...ma anche come testimonianza della grandezza dell'amore di Dio.
Inoltre la preghiera deve essere la pre-condizione per l'autenticità di ogni nostro servizio.


Domenica 26 Maggio "se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.." Gv14,23-29 (24)

Chi è il cristiano? La condizione essenziale per esserlo è amare Cristo. Non amare in modo generico Dio, o essere devotissimi alla Madonna, e basta.
Amare Cristo, cioè obbedire alla sua parola.
Amare Cristo, perché abbiamo percepito di essere stati amati da Lui nei frangenti della vita, e prima di ogni cosa. Amore che si è solidificato dall'incontro con la sua parola. Messa alla prova tra mille e più suggestioni quotidiane, ci ha fatto bere vino da vertigini, ma sempre ci ha aperto la strada della vita.
Solo l'amore di Dio ha il soffio dello Spirito. E te ne accorgi quando non vivi alla luce del vangelo. Infatti manifesti un dio che mostra i denti e non il sorriso.

fra Carlo


Domenica 19 Maggio: 5 Domenica di PASQUA. IL COMANDAMENTO DELL'AMORE FRATERNO Gv 13 (31-35)

"vi do un comandamento nuovo: come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri"(34).

S. Francesco lo sapeva bene: un conto è lo spirito del Signore, un conto è lo spirito del cavaliere! Infatti Gesù non ha cercato la gloria degli uomini, ma, obbedendo a Dio, si è consegnato agli uomini, offrendo a tutti vita e salvezza.
Durante quella drammatica ultima cena ci ha indicato come realizzarci in pienezza: vi dono il comandamento nuovo.
Comandamento che è un dono, una grazia, non un'imposizione.
Nuovo come lo è ogni volta l'amore, anche se qui la novità dirompente è che viene da Dio.
Comandamento nuovo perché Gesù ne è la misura.
Comandamento nuovo, perché amare i nemici non è nell'ordine dell'ovvio.
Comandamento nuovo, perché amando gli ultimi li fai uscire dall'emarginazione.
Comandamento nuovo, perché gratuito e immotivato. Non si può in nessun modo meritare.
Comandamento nuovo, perché mira a costruire l'unica società alternativa alle vecchie società di questo mondo, basate su altri valori o disvalori.
Comandamento nuovo, perché ci offre una missione da compiere.
Comandamento nuovo, perché chi non ama è un morto-vivente.
Comandamento nuovo, perché l'amore vicendevole ti fa uscire dal tuo io, e ti mette in moto verso l'altro.
Comandamento nuovo, perché, prima di amare i fratelli, devi accogliere l'amore di Dio.
Comandamento nuovo, perché lo stile di Gesù ci spinge a costruire la fraternità universale.
Comandamento nuovo, perché non vuole essere esemplare, ma concreto: come Gesù.
Comandamento nuovo, perché la novità è già anticipata: l'esperienza dell'amore di Dio di nuove possibilità di fraternità e solidarietà..

fra Carlo


Domenica 19 Maggio: 5 Domenica di PASQUA. IL COMANDAMENTO DELL'AMORE FRATERNO Gv 13 (31-35)

"vi do un comandamento nuovo: come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri"(34).

S. Francesco lo sapeva bene: un conto è lo spirito del Signore, un conto è lo spirito del cavaliere! Infatti Gesù non ha cercato la gloria degli uomini, ma, obbedendo a Dio, si è consegnato agli uomini, offrendo a tutti vita e salvezza.
Durante quella drammatica ultima cena ci ha indicato come realizzarci in pienezza: vi dono il comandamento nuovo.
Comandamento che è un dono, una grazia, non un'imposizione.
Nuovo come lo è ogni volta l'amore, anche se qui la novità dirompente è che viene da Dio.
Comandamento nuovo perché Gesù ne è la misura.
Comandamento nuovo, perché amare i nemici non è nell'ordine dell'ovvio.
Comandamento nuovo, perché amando gli ultimi li fai uscire dall'emarginazione.
Comandamento nuovo, perché gratuito e immotivato. Non si può in nessun modo meritare.
Comandamento nuovo, perché mira a costruire l'unica società alternativa alle vecchie società di questo mondo, basate su altri valori o disvalori.
Comandamento nuovo, perché ci offre una missione da compiere.
Comandamento nuovo, perché chi non ama è un morto-vivente.
Comandamento nuovo, perché l'amore vicendevole ti fa uscire dal tuo io, e ti mette in moto verso l'altro.
Comandamento nuovo, perché, prima di amare i fratelli, devi accogliere l'amore di Dio.
Comandamento nuovo, perché lo stile di Gesù ci spinge a costruire la fraternità universale.
Comandamento nuovo, perché non vuole essere esemplare, ma concreto: come Gesù.
Comandamento nuovo, perché la novità è già anticipata: l'esperienza dell'amore di Dio di nuove possibilità di fraternità e solidarietà..

fra Carlo


Domenica 12 Maggio 2019 GESU’ IL VERO PASTORE Gv10,27-30

Domenica 12 Maggio 2019
4DOM PASQUA

GESU’ IL VERO PASTORE Gv10,27-30
..."Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute"...(29).

Gesù si presenta all'umanità come l'Uomo Forte, che ci difende in modo definitivo dal male e ci salva. Dunque la nostra salvezza è garantita da Lui, e non dalle nostre bune azioni, o per la nostra fedeltà. Effetto Pasqua: associati alla sua risurrezione! Effetto Pasqua, che va comunicato con urgenza ad ogni creatura!
Quando il vangelo usa un linguaggio ,che ci ricorda il feudalesimo, pastori e pecore, si è portati ad immaginare i credenti suddivisi in due classi, maggiori e minori. Eh, no! L'unico pastore è Cristo, in quanto ha dato la vita a tutti. E i suoi sono coloro che lo ascoltano-hanno la vita eterna per grazia-lo seguono-danno come Lui la vita-che non perderanno mai.
Questo statuto del credente, formulato da Giovanni, supera ogni muro religioso ed ecclesiale.
D'altra parte Francesco D'Assisi non ha aspettato l'approvazione della chiesa per vivere il vangelo.
Ma questa sollecitudine di Dio per ogni creatura che cosa ci dice? Come la missio di Gesù non era ristretta al solo Israele, così la nostra appartenenza alla chiesa dev'essere senza muri, in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà, specialmente con gli ultimi. Saranno proprio loro a darci l'imprimatur di discepoli del Signore.


5 Maggio 2019 3DOM PASQUA: (Gv 21,1-19) DA GESU’ ALLA CHIESA

Giovanni pone alla chiesa di ogni tempo la domanda delle domande: come essere una chiesa di risorti?
Nell'ultima apparizione del Risorto c'è come il passaggio da Gesù alla chiesa. E se essa è una presenza allusiva nell'arco di tutto il Vangelo, ora diventa una realtà nascente..
C'è chi vorrebbe ritornare con nostalgia al Gesù storico. Ma è proprio Lui a non permetterlo. Si va avanti. Il Risorto ci ha messo tra le mani la propria vita; ci ha affidato la missio di liberare l'umanità da tutte le sue schiavitù. E in questo suo cammino ha voluto che Pietro e i suoi successori ne fossero i garanti. Non per esercitare un potere personale su noi; né per costituire una casta privilegiata di fedeli.
Tra Gesù e la chiesa non c'è frattura, ma continuità. Ciò che è avvenuto al tempo del Gesù storico, ora si attua con il Risorto: dai banchetti conviviali al banchetto eucaristico. Il minimo comun denominatore è la sua dedizione verso tutti.
Quello che è iniziato sulle rive del Giordano con alcuni, ora è per tutti coloro che per fede, sulla sua parola, gettano le reti del servizio,...e scoprono con stupore che la parola si realizza.

fra Carlo


28 Aprile 2019 Gv20,19-31.. "beati coloro che pur non avendo visto crederanno"..(31)

28 Aprile 2019 2DOM PASQUA: Gv20,19-31..
"beati coloro che pur non avendo visto crederanno"..(31)







Chi può violare il muro delle nostre chiusure alla vita, e quindi al Signore della vita? Il Dio dalla vita spezzata si mostra a noi peccatori con i segni della pace e della riconciliazione. Il suo perdono è così sovrabbondante da diventare annuncio di Buona Notizia verso tutti.
E la storia della salvezza continua a diffondersi per le strade del mondo anche grazie al mandato, che le chiese hanno ricevuto.
Ma c'è sempre in noi il Tommaso del dubbio: come da una vita spezzata può sorgere il sole?
La sua fede non può che essere dubitante. Non è ecclesiale. Ma Gesù non la ritiene né scandalosa, né illegittima. Infatti soddisfa le sue pretese. E gli risponde secondo lo stile tipico di Giovanni: guarda le mie ferite, che sono il segno di un amore senza fine. Come dire: è il Crocifisso che è risorto!

fra Carlo


Domenica 21 Aprile 2019 PASQUA

Gv20,1-9..."non avevano ancora compreso la Scrittura, che doveva risorgere dai morti.."(9)



La risurrezione di Gesù non è un'uscita clamorosa dalla nostra storia. Anzi, mette in giuoco senza mezzi termini la nostra voglia di cercare Dio in Gesù.
E, che Lui non sia uscito, lo dimostra il fatto che nessun autore del NT possa parlare di risurrezione senza connetterla con la sua crocifissione. Senza la croce la risurrezione sarebbe sì un trionfo, ma di un Dio che si è estraniato dalla nostra umanità. Dunque Dio è sempre il Dio con noi, il Signore dell'alleanza.
La ricerca, il correre attorno la tomba aperta e vuota, attiva la voglia di vederlo, di percepirlo vivo. A nessuno di noi verrebbe in mente di fare lutto. E la nostra fede ,pur incerta e fragile, si attacca a ogni possibile appiglio per darsi fondamento credibile.
Sarebbe opportuno attenersi alla precisa indicazione di Giovanni: se vuoi completare il tuo percorso di fede in modo coerente con la storia di Gesù, non puoi che passare attraverso la Parola e la testimonianza apostolica.
Purtroppo oggi da qualche parte alcuni credenti si vorrebbe fare marcia in dietro: dalla testimonianza alla visione. Piuttosto andrebbero accolti gli effetti della risurrezione: gioia, pace, perdono, Spirito...E la storia di Gesù va assolutamente rispettata.
Sappiamo come nella storia della chiesa l'attenzione alla Scrittura sia stato un avvicinamento sofferto. A 60 anni dal Concilio è necessario che noi credenti, francescani compresi, ci diamo una sonora svegliata.