Domenica 20 Ottobre 2019 LA PREGHIERA INCESSANTE Lc18,1-9 TO29

"In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre."(1).
Luca ci educa alla vita di preghiera.
Se vogliamo continuare a credere=fidarci di Dio, dobbiamo pregare sempre.
Ma come è possibile? Metti la preghiera nella tua vita. E come? Mantenendo sempre vivo il desiderio di Dio in tutto quello che fai. E' il consiglio di Agostino.
La preghiera in quanto tale è mezzo privilegiato di colloquio con Dio. Non sommergiamolo di parole. Lui ci ascolta sempre. E non temiamo i suoi silenzi, che sono più eloquenti di qualsiasi parola. Dicono che dobbiamo ascoltarlo, perché ha già prevenuto le nostre richieste....e che ci sta liberando dalla logica del do-ut-des.
Buttiamo via le nostre pretenziose teodicee, per riconoscere nel rendimento di grazie quanto il Signore ha fatto per noi.

fra Carlo


Domenica 13 Ottobre 2019 SEMPRE GRATI A DIO Lc17,11-19 TO 28

"Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio eccetto questo straniero?"(18).
10 lebbrosi, rispettosi delle regole religiose del tempo, pregano Gesù con tutto il cuore. Lui li invia dai loro sacerdoti, perché constatino la guarigione, prima ancora di essere guariti. Ma solo uno, vedendosi guarito, interrompe il cammino, e va a ringraziare Gesù con tutto il cuore.
Penso quanti nostri fratelli non desiderati, che sbarcano furtivamente sulle nostre coste. Li dovremmo ringraziare, e non respingere, perché ci portano la speranza di una vita nuova. E la fede in Dio, che abbiamo smarrito con il nostro egoismo.

fra Carlo


Domenica 6 Ottobre 2019 SERVI UMILI Lc17,5-10 TO27:

" Accresci la nostra fede"(5)

Per vivere la vita secondo il Vangelo è necessario crescere nella fede. E qui entra in ballo la discussa qualità della vita. Oggi non percepita come un'autodeterminazione assoluta. La vita infatti la riceviamo accresciuta dall'evento battesimale, che si fa progressivamente qualità di relazione. E infatti siamo portati a chiedere a Dio di aumentare in direzione qualitativa la nostra fede di figli. Davanti a Lui non possiamo rivendicare nulla , perchè ci ha dotati di grazia su grazia.
E dunque la nostra fede indosserà le ali dell'umiltà, e non dell'orgoglio. Lo spirito di servizio ci aiuterà a non farci sentire i padroni del mondo.

fra Carlo


Domenica 29 Settembre TO26 I RICCHI E I POVERI Lc16,19-31

Il Dio, che annuncia Gesù, rovescia le regole sociali, che ancora imperano nei nostri sistemi di vita, dove si è divisi tra ricchi e poveri, padroni e sudditi.
Ma con la morte le cose si aggiustano: i ricchi in inferno e i poveri in paradiso. Questa sarebbe l'ennesima riedizione della religione oppio dei popoli.
Però di questo schema semplicistico una cosa è vera. La fede nella risurrezione di Cristo ci allunga oltremodo la vita malgrado la morte. E allora come la mettiamo?
Questa parabola va capita secondo l'oggi della salvezza. Se Dio opera in favore dei poveri ora e sempre, altrettanto facciamo anche i ricchi. Si mettano al servizio del prossimo. E lo possono fare in molti modi. Ad esempio proponendo politiche sociali di bene comune.

Fra Carlo


Domenica 22 Settembre 2019 25TO

"NON POTETE SERVIRE DIO E LA RICCHEZZA"(13) Lc16,1-13

Quando guardi le gran folle dell'umanità, anche nelle nostre società democratiche europee, sbarcare a mala pena il lunario, ti viene a pensare alla ricchezza disonesta, accumulata nelle mani di pochi, tutelati dalle leggi dello stato e dalla politica.
Gesù parla senza giri di parole ai ricchi: impiegate le vostre ricchezze, a cui molti poveri hanno contribuito, per aiutarli. Vi accoglieranno come amici in cielo.
Con questo occhio va letta la parabola del padrone, che loda il gesto disonesto ,ma scaltro del suo amministratore.
D'altronde non si possono servire due padroni.

fra Carlo


Domenica 15 Settembre 24TO DIO E' UN PADRE MISERICORDIOSO Lc15,1-32

..."Si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro..."(1-2)
Anche i minimi dettagli dei racconti delle parabole ci aiutano a cogliere il mistero dell'identità di Dio.
Sul tema della misericordia Gesù ci mette faccia e vita. E' principio non-negoziabile, Buona Notizia per eccellenza. Ma per le guide spirituali di Israele, per il figlio maggiore, per coloro che si ritengono giusti, è un qualcosa di inaccettabile. A meno che i peccatori non si convertano prima.
E invece, non appena il peccatore si smarrisce, la sua debolezza attira come una calamita la misericordia del Padre, che si getta a capofitto alla sua ricerca, finché non ne viene a capo.
Il confuso proposito di pentimento del figlio minore sembra davvero nulla rispetta allo sguardo amorevole del padre, che già gli sembra di scorgerlo da lontano. E gli corre incontro festante. Qui c'è Dio. Ricordiamocelo nei giorni bui: si vive al meglio nella casa del Padre.


fra Carlo


Domenica 8 Settembre 2019 23TO IL DISCEPOLO CHE VUOLE VIVERE IL VANGELO Lc14,25-33

"Siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: Se uno viene dietro me e preferisce suo padre, sua madre, moglie, figli, fratelli, sorelle e persino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me,non può essere mio discepolo."(25-26)
Abbiamo ricevuto la vita nuova dalla croce di Cristo=Amore vissuto fino in fondo, che ci fa giungere alla vita attraverso il dono della vita.
A chi lo segue da vicino, Gesù propone 3 attenzioni:
-sii fedele alla tua scelta di fede anche in famiglia
-sii mio testimone sempre
-sii disposto a rinunziare alle tue sicurezze per il vangelo
S.Francesco ha interpretato queste parole come un impegno a non vivere autocentrato, a fare verità in se stesso, per vivere Cristo.
La via della croce non è la via della sofferenza, ma la via della fedeltà e della solidarietà. E' l'amore che la definisce e la determina.
Evitiamo di immaginare che queste parole siano rivolte a un gruppo di super-cristiani.

fra Carlo


Domenica 1 Settembre 2019 22 TO IL PRINCIPIO GRATUITA' Lc14,1-14

Quando un educatore tira le somme della propria vita, e vede che i conti non tornano come vorrebbe....è preso dalla tentazione di dare la colpa agli altri: parrocchiani, figli, studenti,...Troppo comodo. Invece si dovrebbe chiedere: ho personalmente praticato, e poi insegnato, il principio gratuità?
Se abbiamo vissuto diversamente, è perché non abbiamo capito che siamo stati a suo tempo, e quindi in ogni tempo, graziati e riscattati a caro prezzo da Cristo. E lo ha fatto senza esigere il contraccambio. Se lo avessimo capito, sarebbe stato il momento favorevole di cambiare rotta...di vivere della logica del dono. Eh, sì che di segni ne abbiamo ricevuti: il creato prima ancora di esistere; la vita, e quelli che si sono presi cura di noi negli anni a venire. Ma è inutile continuare. Abbiamo sepolto la vita in troppe pretese orgogliose ed egoistiche.
Ma con il Signore niente è troppo tardi. Basta riconoscere che ho ricevuto di più di quanto ho dato. E volgerò lo sguardo riconoscente verso i poveri, e quanti non possono ricambiarmi.

fra Carlo


Domenica 25 Agosto 2019 21TO LA SALVEZZA,CHE DIO CI OFFRE,CI RIGUARDA? Lc13,22-30

"Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno"(24).
Ieri la salvezza delle anime era la preoccupazione massima della chiesa. E immergeva i credenti in una pastorale da timore e terrore.
Oggi, giustamente, prevale su ogni considerazione l'immagine salvifica di Cristo, che si è abbassato per noi per la porta stretta della croce.
Attenzione però a fare della salvezza un fatto scontato. E' Gesù stesso ad affermarlo, nel senso che l'appartenenza al Signore richiede impegno e tenacia. La vita non va sciupata a discapito degli ultimi. Ogni giorno, e non è retorica, bisogna decidersi per Cristo, che non è un et-et,ma un aut-aut.
Però la porta stretta non vuol dire che i salvati sono pochi. Questo, se permettete, spetta solo a Dio! E' fondamentale ribadirlo. Preti, frati e suore sono le guide spirituali del popolo cristiano. Ma non per questo devono ritenersi più vicino a Dio. Né la salvezza è più ardua per i lontani.
Né è impossibile per qualcuno, come in passato la chiesa ministeriale aveva stabilito. E speriamo di averci messo alle spalle questo passato!

fra Carlo


Domenica 18 Agosto 2019 20TO "PENSATE CHE SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA?"(52) Lc12,49-57

Gesù è venuto tra noi non solo ad annunciarci che Dio è vicino, ma a viverlo fino in fondo insieme a noi. Allora non possiamo guardare alla sua vita semplicemente con ammirazione. Dobbiamo diventare anche noi segno di contraddizione nel mondo. Non starcene neutrali rispetto chi non pensa ad altro che a vivere-dominare-possedere-godere alla faccia del prossimo e dei poveri.
Ma allora si crea un tensione profonda anche nel nostro cuore.
Benedette le parole di Gesù, perché, se non accogliamo il fuoco della sua passione, non possiamo vivere-portare fede-speranza-carità a questo mondo.
Oggi la nostra fede non aderisce più spontaneamente alle regole comuni del comportamento religioso. Non si può recitare a memoria la parte del tranquillo credente ortodosso, senza prendere posizione nel merito dei problemi, che si agitano dentro le nostre famiglie. Le parole di Gesù ci aiutano a fare discernimento, se abbiamo il coraggio di assumerle.

fra Carlo


Domenica 11 Agosto 2019 19 TO "BEATI QUEI SERVI CHE IL PADRONE AL SUO RITORNO TROVERA' ANCORA SVEGLI;IN VERITA' IO VI DICO LI FARA' METTERE A TAVOLA E PASSERA' A SERVIRLI."(37) Lc 12, 32-48

I credenti più solerti vivono in attesa della sua venuta. Ma la domanda vale per tutti i credenti: come essere vigilanti? Farci trovare in cammino: sobri, semplici, fiduciosi e operosi.
Però la Parola sempre ci sorprende: il Signore, quando ci viene incontro si stringerà le vesti ai fianchi. Non è un'esagerazione? Per nulla! Noi immaginiamo un Dio che ci dà un futuro , dove gioiremo nel servirlo. E invece non è venuto per farsi servire, ma per servire. La sua identità è nel farsi dono: ieri, oggi, sempre.
Dunque la BN è che a noi spetta riceverlo, più che servirlo!
E non viene alla fine della nostra vita a confondersi con un ladro a strapparcela. Per toglierci di dosso la morte, l'ultima nemica, ha dato la vita.
Piuttosto non sciupiamo in facezie il tempo che ci resta da vivere.

Fra Carlo


Domenica 4 agosto 2019 18TO LA PARABOLA DELL'UOMO RICCO E STOLTO Lc12,13-21

...."Arricchire davanti a Dio" ..(21)
In tempi passati questa parabola veniva interpretata in termini di giudizio: stolto chi vive come se il mondo fosse eterno. Oggi il nostro contesto è cambiato. La secolarizzazione si è mangiata un pezzo di futuro, per gettarci in un presente dai contorni incerti. Come vivere il Vangelo in un presente senza grandi ideali?
Le chiese hanno anche riflettuto sulla venuta di Gesù nel mondo. Egli non ne ha annunciato la fine, ma la presenza del suo Regno, a cui anche noi dobbiamo contribuire con uno stile di vita evangelico. Dobbiamo accogliere l'eredità di Gesù e testimoniarla. Dare consistenza alla vita, per uscire da atteggiamenti di vanità, fumosi.
Bisogna arricchirci per Dio: mettere la nostra vita in direzione di Dio. Agire secondo la sua logica. Qualche esempio? Non stare in ansia...Non tormentiamoci nel procurarci le cose necessarie...Preoccupiamoci piuttosto a collaborare per la crescita del Regno. Il resto non ci mancherà, perché abbiamo ereditato Cristo! Non dimentichiamoci dei poveri.

Fra Carlo


Domenica 28 Luglio 2019 PREGARE Lc11,38-42 17 TO

"Signore, insegnaci a pregare"(1)...."Quando pregate, dite...."(2).
Metterci davanti a Dio come figli con il proprio padre.
L'originalità del Dio di Gesù è che non ha niente a che vedere con un dio pagano, costruito dalle nostre mani, compiacente e garante dei nostri progetti. Infatti il dio che tendiamo a costruirci, dev'essere a noi sottomesso. Invece il Dio cristiano è più grande di noi.. E ci contesta, se è il caso. Comunque non ci lascia prigionieri delle nostre illusioni. Ci giudica. Ci costringe a superare i nostri desideri, e le idolatrie. Proprio per questo ci libera e ci salva. Il suo silenzio è il segno che ci ascolta profondamente. Infatti resiste alla morte(e non è metafora)ai tentativi di costringerlo entro i nostri progetti, anche se pensiamo di farli per la sua gloria.
La preghiera dev'essere uno spazio all'iniziativa divina.
L'azione di Dio è silenziosa. Non eccede in miracolismi per risolvere i problemi. Dio preferisce farsi presente nel quotidiano.
In sostanza la preghiera autentica è attesa fiduciosa povera e umile, perché non vuole conquistare Dio. Anzi chiede a Dio di rinnovarci. Per questo è coraggiosa.

Fra Carlo


Domenica 21 Luglio 2019 OSPITARE IL SIGNORE Lc10,38-42

Oggi, anche una parola ricca di umanità come "ospitare" rischia di essere sciolta nell'acida "non possiamo accoglierli tutti". Ma l'ospitalità non è il richiamo alla nostra condizione di pellegrini in questo mondo? Non ultimo ricorda la condizione del Figlio di Dio, entrato nel mondo dalla porta di servizio come un forestiero. E la sua gente non lo ha accolto.
Gesù continua a chiedere ospitalità nella nostra vita, per offrirci il dono della sua parola. Noi esitiamo ad aprirgli la porta, perchè abbiamo intuito che la sua parola è dinamite per la nostra vita. Nulla sarà come prima.
Maria ha accettato questa cosa: e sta come discepola ai piedi del Maestro. Marta vorrebbe riservargli degli spazi per sè. Anche lei ha capito ,che noi pensiamo di ospitare Dio nella nostra vita secondo i nostri propositi. Invece è Lui che ospita noi nella sua, dando tutto se stesso.

fra Carlo


Domenica 14 luglio 2019. 15 TO AMARE SENZA ESCLUSIONI....Lc1O,25-37

Israele nel tempo aveva elaborato una concezione restrittiva dell'Alleanza con il Signore, escludente chi non la osservava secondo le norme della legge. Ma sapeva anche che l'amore del prossimo proviene dall'amore universale di Dio verso tutti.
Così la domanda da porci non è...chi è il mio prossimo?...ma: mi sono fatto prossimo...?
Sventolare in aria il Vangelo e predicare un Dio che esclude, e non prova compassione per gli ultimi, è veramente una beffa atroce!
Però il Vangelo non sarebbe Vangelo, se non mettesse in crisi anche noi.
Quell'uomo ferito, e abbandonato sulla nostra strada, richiama da vicino il Cristo Crocifisso, che abbiamo abbandonato solo sulla croce. In quel tragico momento Lui si è fatto prossimo di tutti noi, E ci ha indicato la via.
La figura del Samaritano ci insegna ad amare il prossimo, coltivando l'umano che c'è in noi, senza tirare in ballo sistematicamente tutti i santi. Per amarci non occorre passare dalla sacrestia.

fra Carlo


Domenica 7 Luglio 2019 "il Signore designò altri 72 e li inviò..." Lc10,1-20 (1).

Noi cristiani dovremmo fare una scelta di campo: o annunciamo veramente il Vangelo secondo lo stile di Gesù, o Vangelo secondo noi. Ricordiamoci che l'annuncio è opera della comunità che ci ha mandato nel nome del Signore. E il nostro compito è quello di preparare le persone alla venuta del Signore. Non siamo noi con la nostra fede a liberare il prossimo dal peccato e dal male. Abbiamo presente tutto questo , quando educhiamo i nostri figli a pregare? La preghiera cristiana è opera dello Spirito.
L'annuncio è sempre Buona Notizia. O non è Vangelo. E dunque suscitatore di pace, accompagnata da gesti di carità.

Fra Carlo


Domenica 30 Giugno 2019 "...GESU' PRESE LA FERMA DECISIONE DI METTERSI IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME":::(51). Lc 9,51-62

Domenica 30 Giugno 2019

"...GESU' PRESE LA FERMA DECISIONE DI METTERSI IN CAMMINO VERSO GERUSALEMME":::(51). Lc 9,51-62

Quando il Signore passa in mezzo alla nostra vita, siamo travolti dal suo fuoco di amore. Le nostre verità umane troppo umane, e le nostre sicurezze si sciolgono come neve al sole. Le resistenze che opponiamo sono più che ridicole. O si condivide la sua stessa sorte, che è quella di amare fino alla fine, o si trattiene l'esistenza tra le nostre mani fino a esaurirla. E non vale ripararci dietro la menzogna di non essere stati chiamati a scelte radicali, cioè da discepoli:" Sai, Signore, tengo famiglia...Non sono mica un monaco...Vorrei, ma non posso...Passa un'altra volta...Grazie, ma ti telefono quando sono libero..."L'annuncio di liberazione per la costruzione del regno è così potente, che manda a gambe all'aria la difesa dei nostri status. E ci fa capire che tutti siamo chiamati a vivere il Vangelo, a vivere Cristo, a uscire da noi stessi.
Gesù non si stupisce delle nostre esitazioni. E' stato sì o no rifiutato, perseguitato, umiliato, condannato, giustiziato dagli uomini ?Ma continua a bussare da noi , perché non accetta di essere relegato in fondo alla vita, che ci ha donato.

fra Carlo


SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO :Lc9,11b-17

"...Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e,levati gli occhi al cielo,li benedisse ,li spezzò e li diede ai discepoli perchè li distribuissero alla folla "...(16).
Perchè s.Francesco,quando delinea i tratti della vita evangelica,parte dall'eucaristia?Ogni episodio della vita di Gesù è eucaristico.Questa è la rilettura che Luca ci offre con la moltiplicazione dei pani.D'altra parte Gesù ci ha lasciato la sua presenza non attraverso una sua statua,una reliquia,una fotografia...ma in un pane spezzato e in un vino versato.E'questo il gesto riepilogativo della sua vita.Ci ha lasciato la sua Parola,ma come se non bastasse anche il suo corpo.
Lui ha spezzato la propria vita per tutti,per colmare la nostra fame e sete di vita.
L'eucaristia non è un rito che ti porta in cielo.E' un segno reale,tangibile di quella comunione,di cui godremo alla fine dei tempi.Ma già ora siamo incorporati in Cristo.

fra Carlo


Domenica 16 Giugno DIO E' TRINITA' Gv 16,12-15

Noi cristiani crediamo in Dio Trinità: il Padre che ha creato l'universo; il Figlio che è venuto a farsi uno di noi; lo Spirito che porta a compimento il suo progetto di amore.
Nell'Antico Testamento la rivelazione di Dio Uno ha aiutato gli uomini a trovare la propria unità, allontanandosi dalla dispersione idolatrica politeista.
Nel Nuovo Testamento si è scoperto come l'unità di Dio fosse realtà dinamica, perché mossa dall'amore, che porta alla comunione, e non alla solitudine. E noi ne siamo un riflesso.... Perché si sa, che ogni idea di Dio ha una ricaduta immediata sulla nostra identità. Così in noi deve essere riconoscibile il volto del Padre, del Figlio, dello Spirito di Dio.

fra Carlo


LA POTENZA VITALE DELLO SPIRITO:Gv20,19-23 Domenica 19 Giugno

Domenica 9 Giugno 2019


LA POTENZA VITALE DELLO SPIRITO:Gv20,19-23
"....Ricevete lo Spirito Santo.."(22)

Il dono per eccellenza del Risorto è lo Spirito, che è avvenuto, quando Gesù sulla croce ha donato a tutti la propria vita.
Luca l'ha fatto coincidere con la festa di Pentecoste, per dire a Israele che l'antico dono della legge è divenuta la nuova legge ,scritta nei cuori.
Siamo fatti da sempre dal soffio di Dio. Abbiamo ricevuto vita, insieme al creato, dallo Spirito. E quante volte ci ha fatto rinascere, specie quando abbiamo detto sconsolati: come è possibile uscire da questa situazione?
Lo Spirito è in noi con la parola di Gesù. A noi spetta dar voce.
Lo Spirito ci apre ad un rapporto sempre più filiale con Dio, percepito come Padre, e non con timore e tremore.
Gettiamo lontano da noi ogni chiusura, per entrare nel vortice della vita nuova.